Può resistere nella crisi un’azienda che segue l’esempio di Adriano Olivetti e l’economia di comunione proposta da Chiara Lubich? Intervista a Giovanni Arletti a partire dalle scelte concrete che hanno fatto crescere il gruppo Chimar specializzato in imballaggi industriali. L’impegno in Aipec, Associazione italiana imprenditori per un’economia di comunione

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Un recente incontro promosso dall’associazione Città per la fraternità ha fatto emergere alcuni tratti di un legame ideale tra l’esperienza imprenditoriale di Adriano Olivetti e la realtà delle imprese che promuovono l’Economia di comunione seguendo l’intuizione di Chiara Lubich. Nell’appassionato e competente contributo offerto dall’imprenditore Giovanni Arletti sono emerse alcuni tratti di attualità che merita approfondire dato che come ha sottolineato lo stesso Arletti «Il caso Olivetti è interessante per le sue implicazioni nella storia industriale italiana del dopoguerra». Arletti, vice presidente di Confindustria Modena, è il fondatore e l’attuale presidente del gruppo Chimar, specializzato in imballaggi industriali, con 19 stabilimenti diffusi in Italia, 40 milioni di fatturato annuale e 350 dipendenti.

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