Nato a Leeds, UK, nel 1942, Sowden è un designer e sviluppatore di prodotto. Ha studiato architettura al Gloucestershire College of Art e, poco più che venticinquenne, venne chiamato in Italia da Ettore Sottsass per lavorare con lui alla Olivetti.

Già nel 1958, per poter presentare al pubblico e immettere sul mercato il primo calcolatore elettronico, Olivetti aveva sentito il bisogno di un architetto che ne curasse il design e l’interfaccia. Tale compito fu affidato appunto a Ettore Sottsass, su indicazione di Roberto Olivetti, figlio di Adriano.

Quanto al nome del computer, il compito venne affidato al poeta Franco Fortini, in quegli anni direttore della pubblicità e stampa della Olivetti. In quel momento i nomi dei prototipi erano Macchina Zero, 1V e 1T – dove ‘V’ stava per ‘valvole’ e ‘T’ per ‘transistor’. Fortini decise di chiamarlo Elea, come la scuola filosofica della Magna Grecia ma anche acronimo di ‘Elaboratore Elettronico Automatico’.

Tornando a Sowden, Sottsass lo chiama per inserirlo come designer nei successivi calcolatori elettronici. Ne parla in una intervista al quotidiano Domani il 19 agosto 2021. “Fu una esperienza meravigliosa. Non esistono più aziende che fanno tutto. Se alla Olivetti serviva un bullone lo progettavano e lo realizzavano, non compravano niente. L’idea della azienda come comunità era davvero straordinaria e sono felice di avervi partecipato per così tanto tempo. Il mio compito era occuparmi dell’ergonomia di questa nuova macchina, renderla usabile e umana. Quindi la prima cosa che feci fu separare l’elettronica mettendola sotto il tavolo e poi progettare una tastiera e uno schermo”.

Negli anni ’70 Sowden, in parallelo al lavoro alla Olivetti, è coinvolto nei progetti sperimentali di design radicale e nel 1981 diviene il co-fondatore del Memphis Group, che ebbe un impatto significativo nel design degli anni ’80.

Sempre nel 1981 fonda il suo studio SowdenDesign, che collabora con Olivetti, Alessi, Bodum, Guzzini, Lorenz, Rancilio, Steelcase, Swatch, Segis, Memphis, IPM, Moulinex, Telecom Italia, Tefal and Pyrex.

Ha ricevuto premi per il design, compreso, nel 1991, il Compasso d’Oro per il Fax Olivetti OFX420.

Il Musée des Arts décoratifs et du Design di Bordeaux gli dedica nel 1990 una mostra dei suoi design e prodotti dal titolo “George H. Sowden Designing 1970-1990”.

Sowden compirà 80 anni l’anno prossimo e vorrebbe, per allora, avere ottenuta la cittadinanza italiana, avendo trascorso oramai gran parte della sua vita in Italia.

Quando presentò la richiesta, oltre quattro anni fa, era cittadino comunitario, ma, alla sua sollecitazione, dal Ministero degli Interni riceve una comunicazione che recita:

“La concessione della cittadinanza è un atto di alta amministrazione e comporta una discrezionalità piena dell’Amministrazione, che deve valutare il rispetto dei requisiti di legge, nonché la capacità dell’interessato a integrarsi nel tessuto nazionale, osservandone i valori fondanti. L’elevatissimo numero di istanze proposte non consente sempre di assicurare il rispetto dei termini, anche perché occorre procedere alla verifica di requisiti complessi e di particolare rilievo per la sicurezza dello Stato. Frequentemente sono avvertite esigenze di accertamenti istruttori supplementari, per consentire il puntuale rispetto delle disposizioni di legge. La trattazione delle istanze avviene nel rispetto dell’ordine cronologico e dei vincoli ordinamentali e, ai fini di una proficua collaborazione, è importante che vi sia la partecipazione degli utenti nell’interesse dello svolgimento di un servizio più efficace. Pertanto, si auspica che i rapporti siano improntati al massimo rispetto reciproco e si chiede di conseguenza di evitare, per quanto possibile, l’avvio di meccanismi defatiganti di richiesta di notizie destinati ad aggravare ulteriormente la già complessa attività.”

Bologna, 22 agosto 2021

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